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ETICHETTATURA DEI PRODOTTI ALIMENTARI

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14-11-2017

ETICHETTATURA DEI PRODOTTI ALIMENTARI
Decreto Legislativo relativo all’indicazione dello stabilimento di produzione o
confezionamento.


Vi informiamo che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2017 il Decreto legislativo 15 Settembre 2017 n.145, in allegato, recante “Disciplina dell’indicazione obbligatoria nell’etichetta della sede e dell’ indirizzo dello stabilimento di produzione o confezionamento”, in attuazione della delega contenuta nella legge 12 Agosto 2016 n.170
– legge di delegazione 2015, onde consentire l' adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Reg. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.
Tale obbligo è stato reintrodotto nella legislazione italiana per assicurare una immediata tutela della salute del consumatore consentendo una rapida rintracciabilità dell' alimento da parte degli organi di controllo, in caso di allerta sanitaria, nonché una informazione trasparente a completamento dell’indicazione obbligatoria del soggetto responsabile delle informazioni al consumatore.
Per l’illustrazione del contenuto del Decreto si rinvia alla nostra. circolare n. 383 del 7 Aprile scorso, facendo presente che l’unica variazione intervenuta sul testo del Decreto risulta quella relativa agli importi massimi delle sanzioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art.5 che sono quantificati  in € 15.000 piuttosto che € 18.000.

Vediamo in sintesi gli aspetti principali del provvedimento.
Con l’art. 3 comma 1 s’introduce l’obbligo di riportare sul preimballaggio dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale o alle collettività o sull’etichetta l’indicazione della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento.
Per quanto riguarda gli alimenti preimballati destinati alle collettività per essere preparati, trasformati, frazionati o tagliati nonché i prodotti preimballati commercializzati in una fase precedente alla vendita al consumatore finale‘, è previsto
al comma 2, in coerenza con quanto indicato all’art. 8 comma 7 del Reg. 1169/2011 che la predetta informazione può venire riferita nei documenti commerciali che accompagnano o precedono la consegna delle merci.
La sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento è identificata dalla località e dall’indirizzo dello stabilimento‘ (articolo 4, comma 1).
L’indirizzo può essere omesso nel caso in cui l’indicazione della località consenta l’agevole e immediata identificazione dello stabilimento‘ (comma 2), mentre si può omettere l’indicazione della sede ( comma 3 ), quando:
- la sede dello stabilimento coincida con quella dell’operatore responsabile,
- i prodotti preimballati riportino il marchio di identificazione o il bollo sanitario
prescritti dai Regg. CE 853/2004 e 854/2004 (c. d. Pacchetto Igiene).
- il marchio contenga l’indicazione della sede dello stabilimento.
Nel caso in cui l’operatore disponga di più stabilimenti, si possono indicare tutti gli stabilimenti ma quello effettivo deve essere evidenziato mediante punzonatura o altro segno (comma 4).
Sanzioni

La sanzione amministrativa pecuniaria da applicarsi, ‘salvo che il fatto costituisca reato‘, varia da 2.000 a 18.000 euro (articolo 5 commi 1-2) nel caso di omissione dell’indicazione della sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento sull’imballaggio, sull’etichetta o sui documenti commerciali. Da 1.000 a 8.000 euro
qualora non siano rispettati i requisiti di leggibilità (e altezza minima dei caratteri) stabiliti per le informazioni obbligatorie in etichetta, previsti dall’art. 13 del Reg. 1169/2011 (comma 3).

L’autorità incaricata di controlli e sanzioni, così come prevede la legge di delegazione 2015, é l’ICQRF (Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) presso il Mi.P.A.A.F (articolo 6).
In base al principio del mutuo riconoscimento sono esclusi dal campo di applicazione sia i prodotti alimentari realizzati in un altro Stato membro dell’Unione europea o nella Turchia che i prodotti provenienti da uno Stato membro
dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA), parte contraente dell’Accordo sullo
Spazio economico europeo (SEE) (articolo 7).

Poiché sussistono dei dubbi interpretativi relativi alla corretta individuazione della sede dello stabilimento, soprattutto in riferimento a quella di confezionamento da indicare in alternativa a quella di produzione, il Ministero dello Sviluppo Economico intende predisporre, d’intesa con Ministero della Salute e Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, una circolare di chiarimenti in modo da dare risposte certe agli interrogativi delle imprese, definendo però un
contesto interpretativo logico ed aderente alle aspettative originarie del provvedimento.
Provvederemo ad Inviare la circolare non appena disponibile.

Cogliamo l’occasione infine per ricordare che il servizio “Primo Label”, realizzato  con l’ausilio tecnico della Società Made in Italy Slc in esclusiva per gli associati Confartigianato e grazie al quale si possono calcolare i valori nutrizionali di ogni prodotto e predisporre la relativa etichetta, contempla già la possibilità di inserire nella stessa etichetta oltre ad altre informazioni volontarie anche lo stabilimento di produzione o confezionamento senza ulteriori costi rispetto al prezzo convenzionato di € 80.



PER LEGGERE IL DECRETO CLICCA QUI 


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